Haiti, 16enne salva dopo 2 settimane
Da LaStampa-28/01/2010
Haiti, 16enne salva dopo 2 settimane
PORT-AU-PRINCE
Una ragazza di 16 anni è stata estratta viva dalle macerie da un gruppo di soccorritori francesi a due settimane dal terremoto che ha devastato Haiti. La ragazza si trovava nel College St Gerard di Port-au-Prince. Un cugino ha spiegato che Darlene Etienne aveva appena iniziato a studiare nella scuola quando è avvenuto il disastro e ha aggiunto: «Pensavamo fosse morta. La ragazza è stata portata subito in un ospedale da campo. Era effettivamente molto debole, il che lascia pensare che fosse lì da 15 giorni», ha dichiarato il comandante Samuel Bernes, portavoce della Protezione civile francese, precisando: «Era in una nicchia circondata dal cemento», nel Carrefour-Feuilles, al centro della capitale. I vicini stavano scavando tra le macerie quando hanno sentito una voce. La ragazza ha solo detto «grazie» ai suoi salvatori. «Era completamente disidratata» e «non era in condizioni di uscire da sola», ha spiegato il comandante Bernes, annunciando che è stata trasferita nell’ospedale organizzato nel liceo francese.

«Parla, dice di essere felice», ha spiegato il medico colonnello Michel Orcel, che l’ha visitata. «Ha 15 anni, è viva e ha tutta la vita davanti», ha aggiunto, spiegando: «È in uno stato di disidratazione molto avanzata. Per ora bisogna calmarla, tranquillizzarla, stabilizzarla». Sono circa 135 le persone ritrovate in vita sotto le macerie dal sisma del 12 gennaio, che ha già fatto «quasi 170.000 vittime», secondo il presidente di Haiti René Preval. Martedì pomeriggio un uomo di 31 anni è stato estratto dalle macerie dall’esercito americano nel centro di Port-au-Prince, senza che fosse possibile determinare da quanto tempo fosse imprigionato. L’uomo avrebbe infatti potuto rimanere incastrato durante una delle numerose scosse che nelle ultime due settimane hanno colpito Haiti.

I saccheggi nelle strade della capitale sono ormai sistematici, e vengono affiancati da chi tra le macerie cerca legno e metallo, oppure chi recupera la merce dal proprio negozio distrutto, prima che i bulldozer entrino in azione. Resta stabile anche il malcontento degli sfollati - oltre un milione secondo le ultime stime - radunati a migliaia sotto il sole cocente nei campi di soccorso. Ovunque sorgono cartelli, in lingua francese, inglese o spagnola, che recitano: «Abbiamo bisogno di aiuto, cibo, acqua e medicine». Il governo ha annunciato lunedì di avere installato 400.000 tende, che possono ospitare tra le cinque e le dieci persone ciascuna. L’Alto commissario per i diritti umani dell’Onu, Navy Pillay, ha lanciato l’allarme sulla minaccia rappresentata dai leader delle gang criminali evasi dalle carceri del Paese - nel complesso gli evasi sopravvissuti al crollo delle prigioni sarebbero oltre 6.000 -, dai trafficanti di uomini, dalle esecuzioni sommarie di presunti ladri. E l’Unicef denuncia che la «situazione attuale ad Haiti favorisce i trafficanti di bambini».



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