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Caos Haiti, il cibo arriva dal cielo
Da LaStampa-19/01/2010
ROMAPer aggirare lo stallo del principale aeroporto di Haiti e la congestione delle strade causata dal terremoto, l’esercito statunitense ha paracadutato in poche ore circa 14.000 razioni k e 13.000 litri d’acqua in una zona a nord-est della capitale. Appena tre giorni fa il segretario alla Difesa, Robert Gates, aveva detto di ritenere troppo pericoloso i lanci di provviste, soprattutto in considerazione della estrema insicurezza a terra. Ma la congestione all’aeroporto di Port-au-Prince, dove una sola pista è agibile, ha ritardato oltre misura la distribuzione del cibo. Le razioni k sono considerate sufficienti per l’alimentazione di un soldato in combattimento, ma di solito bastano a sfamare un paio di persone. Intanto le truppe Usa hanno preso il controllo di ciò che resta dle palazzo presidenziale. «La situazione è catastrofica» ha detto il presidnete Rene Peval, «sarebbe stato terribile per qualunque Paese, ma Haiti, che era già debole, ha ancora più bisogno di aiuto». Quello che serve ora è «coordinare gli aiuti internazionali», un compito che spetta «allo stato haitiano insieme all’Onu attraverso una struttura di coordinamento». Il problema della sicurezza è «normale» nelle condizioni in cui si trova il Paese, e non bisogna chiedere che si scelga tra l’aiuto offerto da Hugo Chavez e quello di Barack Obama. «Non sceglieremo» ha detto Preval, «continueremo a fare come abbiamo sempre fatto: sommeremo l’uno all’altro. Non abbiamo problemi con gli Usa nè con il Venezuela». La Farnesina ha annunciato che sono cinque gli italiani che mancano all’appello, ma due di loro si teme che non siano sopravvissuti. Ad Haiti si continua a scavare sotto le macerie ed è ormai una corsa contro il tempo per estrarre persone ancora vive. Annunciando che, in una settimana dal sisma, sono state recuperate 90 persone, l’Onu stamane ha comunque detto che c’è ancora speranza di trovare qualcuno vivo. Nelle ultime ore, è stata recuperata una bimba di appena diciotto mesi, estratta coperta di polvere ma ancora in vita. Ma mentre i medici negli ospedali si trovano ad affrontare una situazione che non ha precedenti e sono costretti ad amputare arti che sono solo fratturati, il timore è che il peggio debba ancora venire. Quando vengono frettolosamente dimessi e senza ulteriori cure, i sopravvissuti rischiano infezioni. Tetano e cancrena, sono il rischio immediato, ma c’è anche il pericolo di epidemie di morbillo e meningite. Una donna è stata estratta viva dalle macerie di un edificio vicino alla cattedrale di port-au-Prince, ad una settimana dal sisma. A riferirlo è stata la Cnn. Secondo il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, l’Ue deve prendere in considerazione l’eventualità di istituire una Forza rapida di intervento umanitario. «Dobbiamo pensare ora a lungo termine» ha detto, «dopo aver provato a fare il possibile dobbiamo riflettere su uno strumento che ci aiuti a reagire più rapidamente». Silvio Berlusconi intanto ha chiesto al Sottosegretario Guido Bertolaso di recarsi ad Haiti per verificare con le autorità locali, i rappresentanti delle organizzazioni internazionali e degli altri Paesi coinvolti nella organizzazione dei soccorsi, tutte le iniziative che il Governo Italiano potrebbe adottare per fornire ulteriori contributi alla soluzione del dramma che ha colpito la popolazione dell’Isola e per garantire la necessaria efficacia alle diverse iniziative di assistenza da parte dell’Italia, coordinando l’azione di quanti intendono prestare soccorso alle popolazioni di Haiti. È quanto si legge in una nota diffusa da Palazzo Chigi. |






