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Agenzia Italiana per la Risposta alle Emergenze
Agenzia italiana per le emergenze che raggruppa alcune tra le più importanti ed autorevoli organizzazioni non governative presenti in Italia. Queste organizzazioni in breve tempo sono riusciti a prestare i primi soccorsi ad Haiti colpita dal gravissimo terremoto.

L'Agenzia Nazionale Stampa Associata
Agenzia giornalistica italiana che segue ed approfondisce la situazione dell’isola terremotata di Haiti.

Medici senza frontiere
Pagina della più grande organizzazione indipendente di soccorso medico, che immediatamente ha raggiunto la terremotata Haiti e prestato cure incessantemente a migliaia di persone.

Croce Rossa Italiana
Organizzazione umanitaria internazionale che ha per scopo l’assistenza sanitaria e sociale di zone in gravi difficoltà. I soccorsi ed i piani di intervento per la devastata Haiti si stanno intensificando.

Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia
Pagina della principale organizzazione che si occupa dei diretti dell’infanzia, attualmente tutte le energie si concentrano sulle migliaia di bambini di Haiti che necessitano di aiuto dopo il gravissimo terremoto.

terre des hommes
Una delle più attive organizzazioni umanitarie impegnate nelle difesa dei diritti dell’infanzia, si è immediatamente attivata per portare soccorsi ai bambini ed alle comunità di Haiti.

Fondazione Francesca Rava
Organizzazione onlus presente da tanto tempo ad Haiti per fornire supporto sanitario, cibo, alloggio ed istruzione in ambiente famigliare e cristiano. E’ l’unico ospedale della capitale di Haiti rimasto agibile, al quale si appoggia come sede operativa anche la PCI

Casa Bianca
Pagina della Casa Bianca, gli Stati Uniti sono immediatamente intervenuti con aiuti umanitari e uomini per potere soccorso alla popolazione di Haiti, inseguito al devastante terremoto.

action aid
Associazione internazionale fra le più autorevoli nella tutela dell’infanzia.
ActionAid è presente ad Haiti con un team specializzato nella gestione delle emergenze.

About Haiti

About Haiti
Haiti è una nazione dell'America situata nel Mar dei Caraibi.
Un tempo colonia francese, è stata - dopo gli Stati Uniti - una delle prime nazioni delle Americhe a dichiarare la propria indipendenza.
Il territorio haitiano copre la parte occidentale dell'isola di Hispaniola e confina a est con la Repubblica Dominicana.
Haiti è il paese più povero delle Americhe.
Già citata dai telegionali locali per la tragedia dell'uragano Jeanne del 2004, Haiti vive ora un'altra situazione di paura, terrore e morte dovute al terribile
terremoto che ha colpito la nazione martedì 13 Gennaio 2010 alle 16.53 (le 22.53 in Italia).
L'epicentro è stato registrato a una quindicina di chilometri dalla capitale Port-au-Prince.
Contemporaneamente è stato diramato un allarme tsunami per tutto il quadrante caraibico poi, per fortuna, rientrato.
Una catastrofe di dimensioni epocali: così definisce il terribile terremoto che ha devastato Haiti il segretario dell'Onu Ban Ki-moon, che parla del peggior disastro degli ultimi decenni.
L'Organizzazione mondiale della Sanità fa sapere che i morti sono più di 110 mila, Frattini assicura che l'Italia è pronta ad azzerare il debito per dare un primo aiuto alla ricostruzione.
Sono meno di 10 gli italiani dispersi.
La base di Guntanamo si trasforma in maxicentro di accoglienza per rifugiati haitiani.
Sono previste oltre un centinaio di tende con una capacità di dieci posti letto sotto protezione statunitense.
Anche dall'Europa e il resto del mondo arrivano aiuti umanitari con beni di brima necessità(cibo, acqua, medicinali ecc...).
Un problema importante presentatosi è quello dello sciacallaggio, la polizia ha sparato a uno dei saccheggiatori colpendolo alla testa, morto.
Il terremoto di Haiti sembra essersi "accanito" soprattutto sui bambini: si stima infatti che circa la metà di tutti i feriti nella tragedia che ha colpito l'isola caraibica, ovvero una cifra pari a 250 mila persone, siano bambini o adolescenti (110 mila in tutto).
E' il drammatico conteggio fatto attraverso un software che studia le conseguenze delle catastrofi sulla popolazione in età pediatrica.
Il terremoto ha provocato, secondo i dati ufficiali diffusi dal Governo, 250 mila feriti e un milione di senza tetto.
Dividendo per classi di età i bambini e ragazzi da 0 a 18 anni che hanno riportato danni fisici dal terremoto, i ricercatori stimano che i più colpiti siano i piccoli tra uno e 3 anni (19.725), quelli tra 6 e 8 anni (18.403), e quelli tra 9 e 11 anni (18.243) rispetto alle altre fasce di età.
Sono 548 i neonati tra zero e il primo mese di vita; 6.027 tra un mese e un anno; 12.710 tra 4 e 5 anni; e 11;35.419 tra 12 e 18.
Le fratture, i traumi addominali ma anche i disturbi d'ansia sono i problemi principali cui sono andati incontro i bambini.

La solita trita polemica

La solita trita polemica
"Guerra" Bertolaso vs Clinton:

"Queste polemiche mi sembrano come quelle che si fanno il lunedì mattina sulle partite".
Così il segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, ha risposto, nel corso della conferenza stampa al termine dell'incontro bilaterale col ministro degli Esteri Frattini, ad una domanda sulle critiche del capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, in merito alla gestione degli aiuti ad Haiti.
"C'è un grande impegno per portare gli aiuti", ha aggiunto.
La Clinton ha ribadito che "non è possibile essere efficenti senza il sostegno dei militari".
"Anche il ministro Frattini ha ricordato che l'Italia, insieme ad altri paesi, sta inviando una nave per ulteriori soccorsi", ha concluso.
Hillary Clinton ha dunque gettato acqua sul fuoco dopo le polemiche nate dalle dichiarazioni di Bertolaso, ringraziando l'Italia "per quanto" sta facendo ad Haiti.
Senza dimenticare "la tragedia del terremoto dell'Aquila dello scorso anno", il segretario di Stato Usa ha tenuto a sottolineare la "differenza della situazione infrastrutturale" nell'isola caraibica: "Portare gli aiuti ad Haiti è una cosa diversa dall'intervento in un Paese come l'Italia".
Il ministro Frattini intervistato dal Corriere ha tenuto a specificare: "Quelle fatte da Bertolaso sono valutazioni logiche e tecniche, non politiche".
Critiche "che non hanno altro intento se non quello di cercare di suggerire soluzioni per migliorare la situazione sul campo.
Sono fondate sulla situazione empirica è sbagliato leggerle contro qualcuno, tanto meno contro gli americani, che in queste ore stanno svolgendo un lavoro importantissimo.
Non sono certo gli Stati Uniti i responsabili di una mancanza di coordinamento", ha aggiunto Frattini, pur ammettendo tutte le difficoltà el coordinare "l'enorme sforzo" degli americani e del resto del mondo per aiutare la popolazione dell'isola caraibica devastata dal terremoto del 12 gennaio.
Durante la conferenza stampa con il segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, il ministro degli Esteri, Frattini, ha sottolineato inoltre "abbiamo fortemente apprezzato l'impegno di Obama e dell'amministrazione Usa per Haiti".
"L'Italia, ha ricordato il ministro, è stata tra i primi Paesi a contribuire e "continueremo a farlo in una visione comune".
Frattini ha ricordato che stiamo "portando la nave Cavour con elicotteri e Carabinieri per garantire l'ordine pubblico, in stretta collaborazione con gli Stati Uniti".
Guido Bertolaso, il capo della Protezione civile, ha rettificato le sue critiche alla gestione dell'emergenza ad Haiti dopo il sisma. Il suo non voleva essere un attacco agli Stati Uniti, che "stanno mettendo in campo uno sforzo importante" per la popolazione dell'isola, ma una "critica fatta da un tecnico alla mancanza di coordinamento delle organizzazioni internazionali" che sta lasciando "migliaia di haitiani abbandonati a se stessi".
"Gli Usa condividono con noi le difficoltà dell'organizzazione della macchina dei soccorsi".
Si sente la mancanza di coordinamento, sottolinea il capo della Protezione civile, "'di una persona con pieni poteri in grado di indirizzare tutti gli interventi".
Bertolaso tiene poi a precisare di non avere "mai paragonato L'Aquila ad Haiti: se lo avessi fatto sarei stato uno sciocco. E invece ho solo detto che il modello utilizzato dall'Italia a L'Aquila è quello che dovrebbe essere utilizzato in un contesto emergenziale".
Se c'e' un destinatario delle critiche, insomma, non sono certo gli Stati Uniti ma le organizzazioni internazionali, Onu in testa.
"Se uno arriva con 15 mila uomini e poi non sa dove andare e cosa fare, perché non c'è nessuno che glielo dice, afferma, è chiaro che si creano i problemi che tutti abbiamo visto".
Ancora oggi, ripete il capo della Protezione civile, "non c'è nessuno che comanda e dopo aver girato per tre giorni in città e nei sobborghi, ho constatato che migliaia di persone sono abbandonate a sè stesse".
Bertolaso, intervistato durante "In mezz'ora" di Lucia Annunziata, aveva detto "Ci sono enormi organizzazioni coinvolte, ma la situazione è patetica, e tutto si sarebbe potuto gestire molto meglio".
Il capo della Protezione civile aveva così criticato la gestione dell'emergenza ad Haiti.
Bertolaso ha aggiunto che troppo spesso, in occasione dei disastri, si tende a fare bella figura davanti alle telecamere, piuttosto che soccorrere chi ha bisogno.
Rispondendo alle domande di Lucia Annunziata ha spiegato: "Il mondo poteva dare prova di poter gestire al meglio una situazione come questa, ma finora non ha funzionato".
La grande "ed encomiabile" macchina dei soccorsi americana non sta ottenendo i risultati sperati perché ci sono "troppe stellette".
Guido Bertolaso, da Port-au-Prince, ha commentato così i risultati degli aiuti americani nell'isola caraibica.
Bertolaso ha aggiunto: "Era inevitabile e indispensabile, una forte presenza dell'esercito americano, anche se i 15mila uomini non sono utilizzati in modo migliore.
Le navi ospedale, le portaerei, non hanno rapporti stretti con il territorio, con le organizzazioni umanitarie che sono presenti sul posto.
Ognuno fa la sua parte, ma in modo svincolato". Rispetto alla dinamica dei soccorsi, Bertolaso ha sottolineato: "Con l'uragano che ha colpito New Orleans non mi pare di ricordare che la gestione dell'emergenza è stata esemplare".
"Respingo l'ipotesi che abbia parlato come reazione emotiva: é noto che sono pagato per stare calmo ma anche per fare le cose per bene".
Così il capo della Protezione civile, ha anche risposto al ministro degli Esteri, Franco Frattini, che da Washington aveva definito le critiche di Bertolaso da Haiti "legate ad un elemento emotivo".
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